Sanremo 2026 – Le pagelle del PoeBlog

Disclaimer: Nessun concorrente è stato maltrattato, insultato o trasformato in tossina durante la stesura di questo articolo. Ogni recensione è un atto d’amore smisurato verso la musica, verso la kermesse più amatodiata d’Italia e, ovviamente, verso l’arte del RompiPoe-ing. Tutti i giudizi, iperbolici, caustici o esplosivamente ironici, vanno presi con un pizzico di sale, un bicchiere di sarcasmo e un cuore aperto. Perché “Sanremo è Sanremo” e, comunque vada, sarà un successo… o almeno un divertimento garantito!

La prima serata (a caldissimo) secondo il RompiPoe – 24/02/2026

Più caustico della soda, più affilato di una Katana, più irritante di un pelo incarnito. È il RompiPoe, con le sue personalissime e insindacabilissime pagelle. Poteva risparmiarvele? Probabilmente sì. Poteva essere più indulgente? Mai!

(Artisti-brani in ordine di apparizione)

Ditonellapiaga – Che fastidio! –  Uno PsycoPop che profuma di primi ‘2000, con ambizioni cosmopolite. La performance è coreograficamente ben orchestrata, ma vocalmente lascia un poco di… fastidio. Voto 6+

Michele Bravi – Prima o poi –  Bravi in versione un po’ dandy e un po’ Calvin Candie porta una ballatona tanto pretenziosa quanto anonima, che solo una grandissimissimissima prestazione vocale potrebbe salvare. Voto 4

Sayf – Tu mi piaci tanto – Di nuovo un “gangster look”, ma qui la musica (in tutti i sensi) cambia. Una canzonetta orecchiabile, con il (solito) testo da pseudo-denuncia sociale. Niente che Ghali non abbia già fatto, ma almeno lì c’era carisma. Voto 4/5

Mara Sattei – Le cose che non sai di me – Sarò io, ma il look mi ricorda l’Adele più recente. La canzone invece ricorda Zarrillo, ma senza la sua poesia (e nemmeno la sua interpretazione). Sarà l’emozione? Sarà il suo stile? Sarà quel che sarà. Voto 5+

Dargen D’Amico – Ai ai – Forse solo l’A.I. potrebbe salvarla. Ma un’AI di quelle brave, capace di trasformare mia nonna in Celine Dion. Ripetiamo tutti insieme: non basta un arrangiamento ruffiano per confezionare una canzone passabile. Voto 4

Arisa – Magica favola – “From stalls to stars”: io le farei cantare anche le istruzioni dell’Ikea. A memoria non ricordo nessuna canzone con tre cambi di tonalità (quelli bravi le chiamerebbero “modulazioni”). Tanto mi basta. Voto 8

Luchè – Labirinto – Sarò antico, ma quando rapper inizia a cantare a me viene in mente un piccione che si tuffa in piscina cercando di battere il record mondiale dei 200 stile libero. Voto 3

Tommaso Paradiso – I romantici – Nulla che si discosti troppo dal “meh”. Scivola liscia e senza patemi, ma è meh-glio se arriva presto la prossima. Voto 5,5

Elettra Lamborghini – Voilà – Vorrebbe tanto essere un tormentone estivo, ma siamo a febbraio, fuori ci sono 5 gradi e poi la Carrà non si tocca neanche con un fiore di Sanremo. Voto 4/5

Patty Pravo – Opera – Nicopat ci prova sempre a portare qualcosa di sofisticato all’Ariston, anche a costo di non lasciare un segno indelebile. Candidata all’ennesimo premio della critica, o alla carriera, o alla perseveranza, o a quel che vi pare. Voto 6- (perché comunque la si ama)

Samurai Jay – Ossessione – Tormentone wannabe n.2. Non è terribile, ed è già qualcosa. Sfortunatamente, qui non ci si accontenta di “qualcosa”. Voto 5

Raf – Ora e per sempre – Voglio gli integratori che questo signore assume per essere così a sessantasei anni. SESSANTASEI. Che, a quanto pare, funzionano anche per la voce: inossidabile. Resta nella sua comfort zone, ma va bene così. Voto 6+

J-Ax – Italia starter pack – Che si diceva dei rapper che si avventurano nel canto? E dei tormentoni preannunciati? E dei testi vagamente qualunquisti? C’è da dire che il magnifico arrangiamento country-folk spacca. Yee-haw! Voto 6,5

Fulminacci – Stupida sfortuna – E anche a sto giro la quota “canzoni da playlist di Pull&Bear” è smarcata. Vabbè, era peggio se mi colpiva un fulminaccio. 5/6

Levante – Sei tu – In una fantomatica gara di arzigogoli stilistico-compositivi vincerebbe a mani basse. Da riproporre al festival degli esercizi di stile. Voto 5-

Fedez & Masini – Male necessario – La voce “un po’ rapper e un po’ cantanti” si fa nutrita. Chi si autocita per me è out di default. Voto disgiunto: Masini 6, Fedez S.V.

Ermal Meta – Stella stellina – Ermal è la garanzia “senza sorprese” e senza clausole scritte in minuscolo. Da lui ci si aspetta tanto, e forse è lì la fregatura. La canzone vorrebbe essere impegnata, ma all’ascolto risulta un po’ leggerina. Voto 6+

Serena Brancale – Qui con me – È tornata per rimarcare che non è solo “anema e core”, ma una professionista del canto. La “sindrome di Icaro” è sempre dietro l’angolo, e lei si spinge molto (troppo?) vicino al Sole; le sue ali però non si sciolgono. Voto 6

Nayt – Prima che – Al quarto rapper/cantante il copia/incolla di quanto sopra pareva inevitabile, e invece no! Bel pezzo, bellissimo arrangiamento, performance dignitosa. Non ci sono più i RompiPoe di una volta… Voto 7

Malika Ayane – Animali notturni – Un po’ “Noi siamo figli delle stelle” e un po’ la mitica sigla “Lunedì cinema” di Lucio Dalla. Ce la aspettavamo questa Malika? Per nulla. Funziona questa Malika? Perbacco! Voto 7,5

Eddie Brock – Avvoltoi – Prendi l’Olly dell’anno scorso, fotocopialo 15 volte, ricopialo con la carta carbone e poi invialo per fax. Voto 3

Sal Da Vinci – Per sempre sì – Neomelodia portami via; ma lontano, lontanissimo, là dove l’audio della tv non possa più raggiungermi. Voto 4,5

Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare – Forse è per quello che il tuo brano proprio non decolla, bro. Uno come nessuno e altri centomila. Voto 5

Tredici Pietro – Uomo che cade – È ufficiale: quest’anno va di moda il look “agente segreto anni ’40”. “Uno su mille ce la fa”; e poi ci sono gli altri 999… Melodicamente non sarebbe neanche malaccio. Voto 5+

Chiello – Ti penso sempre – Un po’ emo, un po’ punk, un po’ indie. Dalla regia mi dicono che sia un idolo della Gen Z, eppure anche un matusa come il sottoscritto è riuscito ad apprezzarlo. Voto 7

Bambole di Pezza – Resta con me – La ballata power rock che alle 00:55 ti smuove la palpebra calante. Se ciò non bastasse, è anche gradevole. Voto 6/7

Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta – Do you believe in Coma_cose after Coma_cose? Credeteci, perché questi due non sono affatto male. Scanzonati q.b., che pure non guasta. Voto 7+

Leo Gassmann – Naturale – Se c’è una cosa che non sopporto è quando dopo 30 secondi ti subentra quel senso di deja-vu. Qui ne sono bastati 15. Voto 4

Francesco Renga – Il meglio di me – Ho un problema: io le sue non le distinguo. Per cui prendete un suo voto delle altre edizioni, che tanto è uguale. Voto S.V.

LDA & Aka 7even – Poesie clandestine – Mancava la quota “Festival di Posillipo”, quasi non avrei dormito senza. Metterla all’1:20 è al limite della class action. Voto 3/4


Conduzione – Prevedibile come l’anticiclone delle Azzorre il 12 di luglio, la coppia al timone guida il baraccone senza troppi scossoni ma anche senza grandi emozioni, eccezion fatta per l’omaggio iniziale a Baudo. Alla fine è Can Yaman a rappresentare l’unica nota fresca della serata. Voto S.V.

Scenografia – Il trend di riempire ogni cm2 dell’Ariston di led psichedelici non è ancora tramontato. Forse prima o poi capiranno che è un palcoscenico teatrale e non il capodanno cinese. Piacciono l’idea del palco “avvolto” dall’orchestra e alcuni “trucchi” di regia ben studiati. Voto 6-


Concordi, discordi o contrariati? Attendiamo applausi o fischi nei commenti!

P.S. Restate sintonizzati: il post verrà (spietatamente) aggiornato nel corso della kermesse!

La serata dei duetti secondo il RompiPoe – 27/02/2026

*Novità* Pagelle “tranchant” (3 aggettivi, 1 voto) – aggiornamento in tempo reale durante la serata

(Artisti-brani in ordine di apparizione)

Elettra Lamborghini con Las Ketchup – “Aserejé” – Succose, loquaces, antiossidanti – Voto 6,5

Eddie Brock con Fabrizio Moro – “Portami via” – Tono-su-tono, setticemici, bros – Voto 5+

Mara Sattei con Mecna – “L’ultimo bacio” – De-Consolizzati, ipocromici, melancolizzanti – Voto 5

Patty Pravo con Timofej Andrijashenko – “Ti lascio una canzone” – Pantomimici, eterei, calanti – Voto 5/6

Levante con Gaia – “I maschi” – Elettriche, eclettiche, estrinseche – Voto 7

Malika Ayane con Claudio Santamaria – “Mi sei scoppiato dentro il cuore” – Velleitari, alloctoni, blasfemi – Voto 4/5

Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – “Occhi di gatto” – feline, psyco-anime, unapologetiche – Voto 7+

Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – “Su di noi” – Interlocutori, sgarrupati, annuvolati – Voto 5=

Tommaso Paradiso con Stadio – “L’ultima luna” – Scafati, gutturali, enfatizzanti – Voto 5+

Michele Bravi con Fiorella Mannoia – “Domani è un altro giorno” – Memorial-marketinghici, crossgenerazionali, audiocentrici – Voto 6

Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band – “Vita” – Monghidoriani, ambicomfortevoli, sulpezzo – Voto 5,5

Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas – “Il mondo” – Indievintage, trasognati, acuoreaperto – Voto 6+

Fulminacci con Francesca Fagnani – “Parole Parole” – Smarrenti, caustici, irriverentissimi – Voto 3,5

Lda & Aka 7Even con Tullio De Piscopo – “Andamento lento” – Partenopatici, multivitaminici, iperbarici – Voto 6/7

Raf con The Kolors – “The riddle” – Polifonici, Self-controllati, retrofuturistici – Voto 6,5

J-Ax con Ligera County Fam – “E la vita, la vita” – Umarellici, strabordanti, meneghin-nostalgici – Voto 6-

Ditonellapiaga con TonyPitony – “The lady is a tramp” – Popcornvintage, showmaniaci, broadwayzzati – Voto 7/8

Enrico Nigiotti con Alfa – “En e Xanax” – Benzodiazepinici, cognitivo-comportamentali, pucciosetti – Voto 5+

Serena Brancale con Gregory Porter e Delia – “Besame Mucho” – Voluttuosi, autorevoli, amalgamelodizzati – Voto 8

Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – “Hit the Road Jack” – Sconnessi, screzianti, sfaccettati – Voto 4

Francesco Renga con Giusy Ferreri – “Ragazzo solo, ragazza sola” – Simbiotici, piezovulcanici, Serotonin-espansi – Voto 6,5

Arisa con Coro del Teatro Regio di Parma – “Quello che le donne non dicono” – Liturgici, risorgimental-verdiani, iperuranici – Voto 8+

Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci -“Baila Morena” – Deraglianti, endorfino-centrici, ipercinetici – Voto 4,5

Sal Da Vinci con Michele Zarrillo -“Cinque giorni” – piccoglicemici, arzigogolanti, extra-perimetrali – Voto 5,5

Fedez & Masini con Stjepan Hauser – “Meravigliosa Creatura” – Alchemici, rap-infestanti, didascalici – Voto 6=

Ermal Meta con Dardust – “Golden Hour” – Manieristi, anglofonclaudicant, isotonici – Voto 6+

Nayt con Joan Thiele – “La canzone dell’amore perduto” – Saccarinici, sospesi, speculari – Voto 7

Luchè con Gianluca Grignani – “Falco a metà” – Divaricanti, frizionali, centrifughi – Voto 5/6

Chiello con maestro Saverio Cigarini – “Mi sono innamorato di te” – Evasi, anestetici, evanescenti – Voto 4

Leo Gassmann con Aiello – “Era già tutto previsto” – Egocratici, muscolari, decibellici – Voto 5


Orchestra – Adamantina, indefettibile, epica – Voto 10

Le pagelle finali – 28/02/2026

(Artisti-brani in ordine alfabetico)

Arisa – Magica favola: 8
Bambole di pezza – Resta con me: 7
Chiello – Ti penso sempre: 7
Dargen D’Amico – Ai Ai: 4
Ditonellapiaga – Che Fastidio: 6,5
Eddie Brock – Avvoltoi: 3
Elettra Lamborghini – Voilà: 4,5
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare: 5
Ermal Meta – Stella stellina: 6
Fedez e Masini – Male necessario: 5,5
Francesco Renga – Il meglio di me: 5,5
Fulminacci – Stupida sfortuna: 5,5
J-Ax – Italia starter Pack: 6,5
Lda e Aka 7even – Poesie clandestine: 4
Leo Gassman – Naturale: 4,5
Levante – Sei tu: 5
Luchè – Labirinto: 3
Malika Ayane – Animali notturni: 7,5
Mara Sattei – Le cose che non sai di me: 5
Maria Antonietta e Colombre – La felicità e basta: 7,5
Michele Bravi – Prima o poi: 4
Nayt – Prima che: 7
Patty Pravo – Opera: 6
Raf – Ora e per sempre: 6,5
Sal Da Vinci – Per sempre sì: 5
Samurai Jay – Ossessione: 5,5
Sayf – Tu mi piaci tanto: 4
Serena Brancale – Qui con me: 6
Tommaso Paradiso – I romantici: 5,5
Tredici Pietro – Uomo che cade: 5,5

Media finale: 5,3


Conduzione: 6

Classifica, premi e podio: 3

Condividi

Il Rompipoe
Il Rompipoe

Tra i tanti alter ego di Mr. Poe è quello più irriverente, dissacrante e impenitente. Più caustico della soda, più pungente di un'ortica. Avvertenze: può causare irritazione. Leggere con cautela!

Articoli: 5

Lascia un commento

Campi obbligatori: *